Nelle prime settimane di Erasmus, una delle cose di cui avrei dovuto occuparmi era ottenere il permesso di residenza, poiché la mia permanenza durava più di tre mesi.

Ancora prima di arrivare mi ero premurata di seguire tutte le procedure.

Questo mi avrebbe permesso di non perdere l’opportunità che mi aveva offerto l’università: fare la richiesta tramite i loro uffici, evitando di interfacciarmi personalmente con le autorità slovene, oltretutto non molto propense ad interloquire in inglese.

Ho preparato tutti i documenti richiesti e sono andata, nelle ore di apertura, nell’ufficio incaricato di controllare che tutto fosse in regola prima di avviare la richiesta.

Peccato che non fosse accessibile.

Incredibile ma vero: c’era una rampa di scale infinite e nessun ascensore disponibile.

Nonostante questo grande disagio, grazie all’aiuto di un ragazzo riesco comunque a farmi dare conferma che avevo preparato tutta la documentazione.

A quel punto mi reco in un altro ufficio per consegnare i documenti, convinta di aver risolto tutto e che a breve avrei avuto finalmente il mio permesso di residenza.

Purtroppo, una settimana dopo, mi arriva una mail: domanda rifiutata.

Motivo? La fotocopia della mia carta d’identità non era stata validata. Serviva un timbro dall’ufficio competente o da un notaio.

Questa informazione mi era sfuggita e non avevo quel timbro.

Quindi mi è toccato tornare nell’ufficio dove avevo fatto la precedente richiesta e farmi validare la fotocopia della carta d’identità, per poi allegarla alla documentazione.

Per fortuna, dopo circa tre settimane, ho ricevuto finalmente il mio permesso di residenza.

Ho potuto finalmente stare tranquilla per la burocrazia e vivere in dormitorio senza problemi.