Missione Indipendenza: Trovare assistenti e una "casa" a Lubiana

Il secondo giorno del mio sopralluogo, il 28 agosto, è stato dedicato a ciò che rende davvero possibile un Erasmus: l’organizzazione pratica. Verso metà mattina mi sono diretta nel quartiere universitario di Bežigrad. È il cuore pulsante delle facoltà umanistiche (Economia, Scienze Sociali) ma, soprattutto, è dove ha sede l’Associazione degli Studenti Disabili di Lubiana.
Qui ho incontrato la referente con cui ero in contatto da mesi, affiancata da due suoi collaboratori. Era il momento di passare dalle mail alla realtà.
Il “Reclutamento”: Una sfida inaspettata
Siamo partiti subito dal punto più critico: l’assistenza personale. Non voglio indorare la pillola: non è stato facile. Nonostante i mesi di preavviso, la referente era riuscita a trovare solo due persone realmente disponibili per i colloqui.
- Una studentessa di Scienze Riabilitative.
- Una ragazza che lavorava già in ufficio e aveva esperienza pregressa come sostituta assistente.
Una cosa che mi ha fatto notare subito è che molti candidati erano maschi, ho deciso di non scartarli a priori e di adottare un approccio pragmatico: li avrei considerati per le mansioni più fisiche, come gli spostamenti in giro per la città, sia per spingere la carrozzina che per aiutarmi a salire e scendere dagli autobus.
Abbiamo stilato un piano assistenziale: 4 ore di assistenza giornaliera. L’idea era di mantenere una certa flessibilità, decidendo di settimana in settimana, quando usare queste ore, anche se rimaneva l’incognita della disponibilità effettiva delle due candidate, entrambe già impegnate con altri lavori o studi. Infatti le ricerche sarebbero continuate in modo tale da avere più persone disponibili per coprire eventuali buchi comunque mi era stato assicurato che per le mia prime due settimane sarei stata coperte dalle due assistenti.
Il Tetris dei Trasporti: Bus o Navetta?
Risolto (in parte) il nodo assistenza, abbiamo affrontato il tema mobilità. A Lubiana avevo due opzioni:
- Autobus Cittadini: Una piacevole sorpresa. Quasi tutti i bus sono dotati di rampa, con un semplice abbonamento, avrei potuto girare la città quasi liberamente.
- Servizio Dedicato: In associazione ho conosciuto un ragazzo, anche lui con disabilità, che gestiva un servizio di trasporto gratuito specifico per studenti disabili.
Questo servizio è fantastico per raggiungere le sedi universitarie, ma richiede una precisione svizzera: bisogna inviare un programma settimanale entro il giovedì. L’orario definitivo viene poi pubblicato in base alla disponibilità degli autisti e alle richieste degli altri studenti. Insomma, sarebbe stato un servizio che avrei usato in parte poichè per come erano organizzati i corsi Erasmus non avrei avuto sempre un’anticipata comunicazione su quelli che erano gli orari del corso.
Finalmente a “Casa”: Il dormitorio Rožna Dolina
Dopo la riunione fiume in associazione, era rimasto l’ultimo tassello: vedere dove avrei dormito per i prossimi mesi. Insieme alla referente ci siamo spostate verso il quartiere di Rožna Dolina. La zona mi è piaciuta subito: è verdissima e si trova proprio vicino al famoso Parco Tivoli.
Grazie alla disponibilità del portinaio, siamo riusciti a entrare nel quinto dormitorio per visitare la stanza assegnata. Ho aperto la porta e ho visto la mia futura “casa”:
- Una stanza singola tutta per me (fondamentale per la privacy e lo studio).
- Bagno e cucina in condivisione.
Come prima impressione? Mi è sembrata… fattibile. Certo, condividere il bagno è sempre un’incognita per chi ha esigenze specifiche, ma l’atmosfera del dormitorio e l’avere uno spazio mio mi hanno dato la carica giusta.
Il sopralluogo era finito. Tornavo in Italia con un piano A (e qualche piano B), pronta a fare le valigie per davvero. Settembre era dietro l’angolo.